• Vinitaly 2022, la Miglior Innovazione di Prodotto è Teanum.

    Vinitaly 2022, la Miglior Innovazione di Prodotto è Teanum.

    Si è da poco concluso il Vinitaly, il salone Internazionale del vino e dei distillati, che si tiene a Verona dal 1967. La nostra cantina era presente nel Padiglione Puglia con tutte le linee di vini, inclusi i nuovissimi Sumarello e Sumarello Rosato. Entrambe le etichette sono ispirate al nome con cui è noto il Nero di Troia nell’Alta Puglia, una scelta volta a celebrare uno dei tre vitigni autoctoni più importanti nella nostra regione.

    Lanciato lo scorso dicembre, Sumarello è stata per noi una vera e propria scommessa. Per questo, siamo particolarmente fieri del riconoscimento ricevuto in occasione del Vinitaly: “Miglior innovazione di prodotto” nella categoria “rossi fermi” firmato Vini & Consumi Award 2022. La competizione è stata ideata dal Gruppo Tespi, per valorizzare l’impegno delle aziende del settore che si sono distinte in ambito di marketing e comunicazione. La giuria del Vini & Consumi Award 2022 era composta da buyer della Distribuzione Moderna e operatori del settore, con presidente Luca Spagna. Tra le GDO rappresentate, figuravano Conad, Despar, Coop e Gruppo Pam.

    A vincere è stata la nostra strategia di comunicazione, ovvero raccontare una bottiglia di fascia alta utilizzando un tono di voce informale, diretto e leggero. Lo stesso del nostro target di riferimento: i Millennials. Per questo, abbiamo scelto di comunicare principalmente su Instagram e Spotify, creando una playlist in mood con la nostra bottiglia. A completare l’opera, la coloratissima etichetta e il packaging anni ’80, disegnati da Glum Agency e stampati da Ciemme Labels & Packaging, due aziende locali tanto quanto il vino sumarello.

    Il nostro progetto di dare una nuova veste ai vitigni autoctoni e alle tradizioni locali ha vinto in una competizione, a cui hanno partecipato alcune tra le più grandi realtà vitivinicole italiane, come il Gruppo Caviro, Antinori e Cavit!

    Denocciolato è tra i Migliori Oli EVO di Puglia.

    Durante il Vinitaly si è tenuta anche una competizione organizzata da Ais Puglia, la più grande associazione dei sommelier pugliesi, per decretare i Migliori Oli EVO di Puglia. Noi abbiamo partecipato con Denocciolato, che ha ricevuto la Gran Menzione nella categoria Olio Fruttato Leggero.

    Denocciolato è realizzato con olive 100% pugliesi, della varietà Peranzana, coltivate personalmente dai soci della cantina. La particolarità di questo prodotto è la fase di denocciolamento, durante la quale le olive vengono private del nocciolo prima di essere trasformate in olio.

    Scopri di più sui nostri oli!

     

  • SUMARELLO Teanum fa il suo debuttarello!

    SUMARELLO Teanum fa il suo debuttarello!

    Innanzitutto, perché “SUMARELLO”? Non tutti sanno che l’Uva di Troia (Nero di Troia) è uno dei tre più importanti vitigni autoctoni pugliesi, e che nella Puglia settentrionale – dov’è maggiormente diffuso – è anche conosciuto con il nome di sumarello! In altre parole, SUMARELLO Teanum è un tributo alle tradizioni del nostro territorio.  

    Non a caso, abbiamo deciso di presentarlo in anteprima nei migliori ristoranti della provincia di Foggia con una serie di serate degustazione, durante le quali SUMARELLO è stato offerto gratuitamente a tutti gli ospiti. Il “DEBUTTARELLO SUMARELLO” ha riscosso da subito particolare successo, tanto che abbiamo deciso di aggiungere tre appuntamenti al calendario, stavolta a Milano.

    Questo lancio corale è stato possibile soprattutto grazie alla collaborazione con i ristoratori locali, che hanno risposto sin da subito con entusiasmo all’iniziativa. Crediamo che l’approccio cooperativo sia il punto di forza di “DEBUTTARELLO SUMARELLO” e speriamo di replicare eventi del genere anche in futuro, per continuare a valorizzare le eccellenze enogastronomiche della provincia di Foggia!

     

    Una bottiglia giovane e di qualità.

    Se pensi che tutte le altre etichette della pregiata linea Tiati sono ricche di riferimenti all’antico centro dauno che ne ispira il nome (dalla scelta del carattere tipografico graziato a quella di riprodurre delle vere monete della zecca di Tiati), è chiaro che l’idea creativa del SUMARELLO è stata per noi una grande scommessa.

    Il lavoro di comunicazione fatto attorno al SUMARELLO è stato, infatti, incentrato sui gusti e le esigenze di un pubblico di giovani adulti attenti alla qualità. Le cromie pastellate e la font vintage anni ’80, stampati su una carta composta all’80% da fibre riciclate, toccano due aspetti – uno estetico, l’altro etico – molto cari alla generazione dei Millennials. Inoltre, il tone of voice fresco, sfacciato e colloquiale dello storytelling che ha accompagnato il lancio di SUMARELLO è coerente con il linguaggio delle IG Stories, perché ci piaceva l’idea di un vino da condividere con gli amici sia offline che online!

    Forse a questo punto della lettura ti starai chiedendo come mai abbiamo scelto di inserire SUMARELLO all’interno della linea Tiati. Ebbene, la risposta è che, nonostante le differenze stilistiche, questo Nero di Troia è affine alle altre bottiglie della famiglia per struttura, importanza ed elevata qualità.

    Le uve di Troia del SUMARELLO, infatti, trascorrono un periodo di maturazione di 14 mesi in botte francese da 50 ettolitri e 6 mesi di affinamento in bottiglia, dando vita a un vino color rosso luminoso e di buona consistenza, con un naso complesso, ricco di dolci note speziate di noce moscata, e tannini morbidi ed eleganti.

    In conclusione, come ci ha suggerito una cara amica, si potrebbe dire che SUMARELLO è “il figlio bohémienne” nato in una famiglia di pezzi grossi.

     

    Fonti: Quattrocalici “Sumarello

     

  • 150 ettari di vigne in Puglia: la nostra filiera corta.

    150 ettari di vigne in Puglia: la nostra filiera corta.

    Predicatella, Coppa Castello, Ricci, Zecchino, San Paolo, Il Vignale e De.Ma sono le sette tenute che danno origine ai vini Teanum. Tutte le proprietà sono situate nel Tavoliere delle Puglie e insieme constano di circa 150 ettari di vigneti.

    Negli anni abbiamo effettuato accurate prove sperimentali, studiando e interpretando le risposte delle nostre uve, per individuare le varietà migliori da allevare nelle diverse aree del territorio. Sui nostri vitigni autoctoni e internazionali impieghiamo i sistemi di allevamento a alberello e guyot bilaterale.

     

    Le 7 tenute vinicole Teanum.

    Quanto è importante la filiera corta nel mondo del vino? Per noi è fondamentale. Allevare le nostre uve nei terreni limitrofi alle cantine ci permette non solo di esercitare un controllo diretto sulla materia prima, ma anche di valorizzare i vitigni autoctoni dell’Alto Tavoliere. Inoltre, la filiera corta garantisce maggior trasparenza dal punto di vista produttivo, permette l’utilizzo di uve fresche e di qualità, rafforza l’economia locale e riduce l’impatto ambientale (limitando il consumo di energia e le emissioni di CO2).

    Per questo, abbiamo scelto di acquistare sette tenute dislocate all’interno dell’areale vitivinicolo dauno, diverse tra loro così come il carattere dei vini Teanum. Conosciamole insieme!

     

    Predicatella
    I vigneti della tenuta Predicatella, nelle campagne di San Severo, sono i più vicini alla cantina. Ospitano alcuni fra i più conosciuti vitigni tradizionali pugliesi e si estendono per circa 18 ettari. In queste vigne produciamo sia uve a bacca bianca, Falanghina e Chardonnay, che a bacca rossa, Montepulciano e Aglianico, e mettiamo alla prova le nostre nuove tecniche di coltivazione, prima di utilizzarle nelle altre tenute.

     

    Coppa Castello
    La più piccola delle tenute Teanum si estende per circa 4 ettari ed è caratterizzata da un terreno calcareo, particolarmente importante per la qualità delle nostre uve. Di fatti, il calcare agisce positivamente dal punto di vista chimico e fisico, conferendo ai vini colori compatti e profondi, profumi intensi e variegati e buona struttura generale. Prova il nostro Primitivo e il nostro Aglianico per rendertene conto!

     

    Ricci, San Paolo e Zecchino
    Le tenute Ricci, San Paolo e Zecchino costituiscono il cuore pulsante di Teanum, in quanto custodiscono i vigneti più storici. Si estendono per circa 50 ettari alle porte di San Severo, in un’area geografica storicamente votata alla coltivazione di uve da vino. Qui il microclima, il suolo e l’esposizione sono ideali per coltivare i vitigni a bacca rossa, come il Montepulciano, alla base del Gold Vintage San Severo DOP Riserva.

     

    Il Vignale
    Innovativa, in continua espansione e con circa 60 ettari di vigneti a spalliera impiantati nell’ultimo decennio, l’azienda Il Vignale costituisce il centro sperimentale di Teanum. Il terreno sabbioso e il clima caldo-secco rendono, infatti, la tenuta capace di spaziare da vitigni autoctoni, come Primitivo e Sumarello, a vitigni internazionali, come Syrah e Chardonnay.

     

    De.Ma.
    Tenuta De.Ma. si estende per circa 12 ettari nel basso Tavoliere. È composta da terreni calcareo-marnosi, che donano ai vitigni a bacca bianca un’ottima acidità fissa, e gode di un clima piacevolmente ventilato, che aiuta a mantenere le uve forti e in salute. Queste caratteristiche la rendono perfetta per il nostro Òtre Chardonnay!

     

    E tu valuti positivamente le cantine che adottano una filiera corta?

  • Olio Extravergine Pugliese Teanum.

    Olio Extravergine Pugliese Teanum.

    Sapevi che produciamo anche olio? Eh sì, perché Teanum fa parte di un ampio progetto, fatto di aziende che operano per garantire la tracciabilità e la qualità della materia prima in ogni fase di produzione, coltivando, lavorando e trasformando personalmente tutti i prodotti. Una di queste realtà è DUE D, il frantoio acquisito con lo scopo di continuare a investire sul territorio, dando risalto al celebre oro verde pugliese.

    È così che nascono Filo d’Olio e Denocciolato, i nostri due prodotti oleari ottenuti dalle olive della varietà Peranzana 100% Made in Puglia, preziosi per la salute e ottimali per la dieta mediterranea!

     

    Come nasce l’olio EVO Teanum.

    Occorrono ben 7 fasi di lavorazione, 8 nel caso del Denocciolato, per dar vita a due prodotti molto diversi tra loro per colore, profumo e sapore!

    La differenza principale risiede nel metodo di molitura. Mentre per Filo d’Olio seguiamo il sistema tradizionale a freddo, a ciclo continuo, le olive destinate a Denocciolato vengono appunto denocciolate dopo essere state lavate. Il frantoio continuo con denocciolatore permette quindi di separare la pasta dal nocciolo, che viene recuperato per intero. Ecco tutte le fasi di lavorazione:

    1. Raccolta.
      In questa prima fase, le olive della varietà Peranzana 100% Made in Puglia vengono raccolte, quindi riversate nella tramoggia (un recipiente a pareti inclinate, munito di un’apertura più stretta sul fondo) per essere ripulite delle foglie.
    2. Lavaggio.
      A questo punto, le olive vengono lavate all’interno della vasca di lavaggio e asciugate per bene.
    3. Molitura.
      Siamo a metà del ciclo di lavorazione e in una fase cruciale. Durante la molitura le olive sono ridotte in pasta e passate in un frangitoio meccanico (un contenitore rotante di forma cilindrica, che frantuma le olive). Nel caso del Denocciolato, polpa e buccia vengono conservate e il nocciolo scartato.
    4. Gramolatura.
      La pasta ottenuta viene rimescolata, affinché le micro-gocce d’olio presenti al suo interno si uniscano.
    5. Centrifugazione.
      L’olio ottenuto a seguito della gramolatura non è ancora puro. Perciò, il liquido viene versato all’interno di una centrifuga che permette di separare sansa vergine d’oliva (utilizzata come combustibile), acqua di vegetazione (utilizzata come fertilizzante agricolo naturale) e mosto oleoso.
    6. Stoccaggio.
      Il mosto oleoso viene ulteriormente filtrato, e l’olio (finalmente) ottenuto viene stoccato all’interno di silos d’acciaio inox alimentare.
    7. Imbottigliamento.
      Ebbene, solo ora l’olio può essere imbottigliato ed etichettato come Filo d’Olio o Denocciolato Teanum!

     

    Denocciolato e Filo d’Olio: proprietà organolettiche.

    Denocciolato nasce per soddisfare i palati più esigenti. Si tratta, come anticipavamo prima, di un prodotto pregiato che consta di 8 fasi di lavorazione, anziché 7.

    L’olio ottenuto grazie all’aggiunta della procedura di denocciolazione è color oro intenso, delicato al naso, morbido, mandorlato ed erbaceo al palato, con note piccanti.

    Filo d’Olio, invece, è certamente il più verace tra i due, pensato per chi ama i sapori decisi caratteristici della nostra amata Terra. Color verde acceso e fragrante al naso, è intenso, fruttato, piccantino al palato, con sentori di erba tagliata.

    Entrambi daranno carattere alle tue ricette, ancor più se utilizzati a crudo.

     

    L’olio extravergine pugliese.

    Innanzitutto, chiariamo che cosa s’intende per OEVO. Per poter essere commercializzato con la dicitura “olio extravergine di oliva”, l’olio deve essere ottenuto tramite estrazione con soli metodi meccanici e la sua acidità (uno dei parametri fondamentali di valutazione qualitativa) non deve superare lo 0,8%. Nel 2011, il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha creato una vera e propria Carta d’Identità dell’olio extravergine d’oliva – CDI OEVO, con l’obiettivo di mappare le principali zone di produzione di questo prodotto d’eccellenza italiano e garantirne tracciabilità e autenticità.

    La Puglia è il più grande produttore di olio EVO in Italia, e uno dei più grandi al mondo. Anche noi facciamo la nostra parte, producendo olio ottenuto da olive Peranzana, una cultivar di olivo presente nella zona nordoccidentale della provincia di Foggia, nei territori della Daunia e dell’Alto Tavoliere delle Puglie. Si tratta di una varietà pura (non ibridata), le cui piante sono state probabilmente messe a dimora nel corso del ‘700 dagli invasori provenzali – da qui ha origine il nome “Peranzana”.  L’olio di queste olive è equilibrato, caratterizzato da bassa acidità e, rispetto ad altre varietà pugliesi, ha un alto contenuto di clorofilla e carotene che gli conferiscono un tempo di irrancidimento più lungo degli altri oli.

    Il nostro olio extravergine d’oliva è anche un elemento chiave per la Dieta Mediterranea, il modello nutrizionale patrimonio UNESCO, basato su una salubre piramide alimentare. Come sottolinea la Fondazione Veronesi, andrebbero consumati 3-4 cucchiai al giorno di OEVO a crudo, in quanto rappresenta uno dei condimenti migliori per la nostra alimentazione, ed è infatti posto quasi alla base della piramide.

     

    Fonti: CNR “Una carta d’identità per l’extravergine” | Gambero Rosso “Tre Foglie 2020. I migliori oli della Puglia” | Fondazione Veronesi “La dieta mediterranea è uno stile alimentare. Com’è composta la piramide? Quali sono i benefici di questo schema dietetico?

     

  • La Strada dei vini DOC della Daunia.

    La Strada dei vini DOC della Daunia.

    Domanda: hai mai percorso una strada del vino? Si tratta di un itinerario turistico fatto di vigneti, degustazioni, arte, degustazioni, storia, degustazioni… Abbiamo già detto de-gu-sta-zio-ni? Sì, perché questo tipo di percorso è pensato per wine lovers curiosə di assaporare le più svariate eccellenze enologiche di tutto il mondo!

    Se non ne hai mai percorso uno, beh, in fondo a questo articolo, troverai un link per le migliori strade del vino in Italia secondo Eataly – e poi non dire che siamo campanilisti. Ma ora dedichiamoci alla Strada dei vini DOC della Daunia, che sarà anche meno nota della Strada del Barolo o della Strada del vino Erice DOC, ma è molto caratteristica, in quanto si snoda tra macchia mediterranea, centri culturali e denominazioni enologiche inaspettate. Prontə? Iniziamo!

     

    San Severo DOC.

    Partiamo da San Severo, uno dei centri più importanti della Daunia in termini di produzione vitivinicola. Passeggiando tra le vie del borgo antico, ti capiterà di ammirare le chiese, i palazzi signorili e soprattutto i caratteristici campanili dalle guglie maiolicate – che hanno fatto guadagnare a San Severo il soprannome di “città dei campanili”. Tuttavia, l’attrazione principale di questa città è tutt’altro che appariscente. Devi sapere, infatti, che il centro storico nasconde un vero e proprio labirinto di “cattedrali del vino” del 1700! Sempre sottoterra si trova anche il ricco Museo Diocesano (sito nei locali ipogeici del secentesco Palazzo del Seminario), che custodisce gioielli e dipinti preziosi.

    Ti segnaliamo, poi, un paio di appuntamenti autunnali: a settembre, l’antica Sagra dell’Uva e a novembre la Festa di San Martino, la sagra del vino novello con prodotti tipici, gastronomia locale e spettacoli culturali, come concerti, mostre e sfilate folcloristiche.

    Ma siamo qui per parlare del San Severo DOC, giusto? Ebbene, il vino sanseverese è stato il primo a ottenere la denominazione di origine controllata in Puglia, nel 1968! Il San Severo DOC è presente nelle tipologie di bianco, bianco spumante, rosso e rosato, e si produce nei comuni di San Severo, Torremaggiore, San Paolo Civitate, Apricena, Lucera e Lesina.

     

    Cantine consigliate:

    • D’Araprì, fondata da tre fratelli amanti del jazz e conosciuta per aver reso celebre lo Spumante Metodo Classico pugliese. Non dimenticare di prenotare una visita guidata nei suoi circa 1.000 mq di sotterranei, che comprendono una cantina e un frantoio ipogeo, un tratto delle vecchie mura del Duecento e un’antica pressa del 1836.
    • Teanum (ovviamente!), produttrice dell’unica Riserva San Severo DOC in commercio: Gold Vintage, vincitore di The WineHunter Award 2021.
      S. Le nostre cantine sono due: una si trova a San Severo e l’altra a San Paolo di Civitate. Quindi, se decidi di attraversare anche quest’ultimo paese, non dimenticare di visitare il sito di Teanum Apulum, il municipium che dà il nome al nostro brand!

     

    Cacc’e Mmitte di Lucera DOC.

    Sapevi che Lucera sorge su tre colli? Il Monte Albano è il più alto di questi, e non a caso ospita lo splendido Palatium di Federico II, una dimora imperiale risalente al 1233. Trentacinque anni dopo, il Palatium verrà circondato da imponenti mura a formare la maestosa Fortezza svevo-angioina, che ancora oggi domina il Tavoliere delle Puglie.

    Lucera detiene il titolo di Città d’Arte, per la ricchezza del suo patrimonio artistico e culturale (es. la Basilica Cattedrale sorta su un’antica moschea, l’Anfiteatro romano di Età Augustea, il Museo di Archeologia Urbana Fiorelli – MAU), e l’appellativo di Chiave di Puglia, per la sua posizione strategica sul territorio.

    Se ti trovi da queste parti durante la prima metà di agosto, potresti imbatterti nel suggestivo evento itinerante Calici di Stelle. L’iniziativa è organizzata ogni anno dal Movimento Turismo del Vino e dalla Città del Vino, l’associazione dei comuni vitivinicoli d’Italia, e attraversa tutta la Penisola mescolando buon vino, arte e spettacoli. Durante la tappa di Lucera è possibile degustare vini DOC locali e regionali!

    A proposito di vini di origine controllata, la Cacc’e Mmitte di Lucera DOC è una denominazione registrata nel 1975 e prodotta nella zona tra le Pendici dell’Appennino Dauno, nei comuni di Lucera, Troia e Biccari. Probabilmente, il nome dialettale deriva dal tradizionale gesto di versare il vino direttamente dalla botte, per poi riempirla nuovamente al termine del prelievo. Il Cacc’e Mmitte è un vino rosso robusto e particolarmente tannico, ottenuto dall’Uva di Troia.

     

    Cantina consigliata:

    • Cantina La Marchesa, una piccola realtà che racconta il territorio attraverso i suoi 15 ettari di vitigni autoctoni. Fai un tour della cantina e, naturalmente, degusta un calice di Cacc’e Mmitte!

     

    Tavoliere delle Puglie DOC.

    Non si può pensare di visitare il nord della nostra regione senza attraversare la più vasta pianura d’Italia dopo la Pianura Padana: il Tavoliere delle Puglie. Si tratta di un’area di circa 3.000 kmq, che confina a ovest con i monti Dauni, a nord con la valle del Fortore, a est con il promontorio del Gargano e il mare Adriatico, e a sud con la valle dell’Ofanto.

    I comuni del Tavoliere appartengono quasi tutti alla provincia di Foggia. Tra questi, ti segnaliamo Ordona, un piccolo paese che ospita il sito archeologico di Herdonia, inserito all’interno dei Luoghi del Cuore FAI(Fondo Ambiente Italiano). Questo municipium romano, considerato un importante punto di snodo tra le vie Traiana, Eclanense e per Venosa, fu teatro di ben due importanti battaglie tra i romani e i cartaginesi di Annibale durante la seconda guerra punica.

    Dell’antica città nota come la “Pompei di Puglia” oggi sono visibili le mura perimetrali e i resti della porta principale fiancheggiata da torri quadrate, con rivestimenti in opus reticulatum. Ma anche un complesso di costruzioni in laterizio e reticolato, i resti di due templi, di una basilica, del foro, di un mercato circolare e delle terme, nonché di un piccolo anfiteatro. Inoltre, i preziosi esempi di ceramica dauna, rinvenuti all’interno della necropoli, possono essere visionati nel Museo Archeologico di Ordona – HerMa, e nei musei di Foggia, Bari e Taranto.

    Ma torniamo al nostro wine tour, ché questa favolosa area pianeggiante non ospita solo luoghi che vale la pena visitare (Alberona, Bovino, Pietramontecorvino sono tra i Borghi Più Belli d’Italia!), ma ha anche ottenuto un’importante denominazione enologica. Il disciplinare del Tavoliere delle Puglie DOC o Tavoliere DOC Nero di Troia prevede che il vino sia ottenuto da Uva di Troia (min. 90%), un vitigno a bacca nera caratteristico di questa area geografica.

     

    Cantina suggerita:

    • Placido Volpone, una cantina di Ordona a conduzione bi-familiare, che ha nei suoi capostipiti l’attore Michele Placido e Mimmo Volpone. Qui potrai degustare un ottimo calice di Mimì, Tavoliere DOC Nero di Troia Riserva, e farti guidare alla scoperta del sito archeologico di Herdonia e del museo HerMa.

     

    Aleatico di Puglia DOC.

    Forse non hai mai sentito parlare di questa denominazione. La motivazione principale è che, a differenza delle precedenti, non è legata a un’area geografica particolarmente circoscritta. Al contrario, è possibile produrre l’Aleatico di Puglia DOC praticamente in tutta la regione, e ciò ha minato alla sua popolarità. D’altro canto, questa non è affatto una brutta notizia per te, dal momento che potrai degustarlo nella cantina più strategica per il tuo tour!

     

    Cantina consigliata:

    • Borgo Turrito, un’azienda vitivinicola situata a Borgo Incoronata, a pochi chilometri da Foggia. Ti consigliamo di provare Terra Cretosa, un delicato Aleatico Rosato e, perché no, di partecipare a uno degli eventi in vignaSocial Wine Talk, In Vino Veritas e Vendemmia al Borgo.

     

    Link utili:

  • Enoturismo in Puglia: dagli USA a Foggia.

    Enoturismo in Puglia: dagli USA a Foggia.

    Quando il team di Cantina La Marchesa ci ha proposto di prendere parte a un wine tour con un gruppo di quaranta americani, ci è subito sembrata una bellissima iniziativa. L’idea di fondo era semplicissima: far conoscere le eccellenze enologiche del nord della Puglia, da San Severo (Teanum e Pisan-Battèl) a Lucera(Cantina La Marchesa). Quest’area, incorniciata dai laghi di Lesina e Varano, dal promontorio del Gargano e dal Tavoliere delle Puglie, è un unicum paesaggistico davvero suggestivo – chi c’è stato in vacanza o chi ci vive sa di che cosa stiamo parlando. In termini di enoturismo, poi, San Severo è stata la prima città pugliese a ottenere la denominazione DOP. Non male come incipit per un wine tour, no?

    Noi per l’occasione abbiamo studiato un percorso di degustazione composto da tre bottiglie: 2015 Gold Vintage San Severo Riserva DOP, Primitivo Black Puglia IGP e Passito Puglia IGP. Il primo è senza dubbio il vino-icona della cantina, e forse il prodotto più calato nel concept del tour, in quanto si tratta dell’unica riserva San Severo DOP attualmente in commercio. Anche Primitivo Black, con le sue uve 100% Primitivo pugliese, non potrebbe essere più autoctono e in linea con le tendenze enologiche. Infine, abbiamo pensato di chiudere con un dolce vino passito, color oro come il premio vinto durante la trentesima edizione di The WineHunter Award.

    Al termine della degustazione, i feedback positivi rilasciati dai visitatori sono stati confermati dalle vendite – in particolare di Primitivo Black, che ha colpito per la morbidezza del palato e le note balsamiche. Pensa che in media ogni partecipante ha acquistato circa 2,5 bottiglie, in poco più di un’ora!

     

    Enoturismo in Italia: numeri e opportunità.

    Numeri alla mano, l’enoturismo in Italia vale 2,65 miliardi di euro e incide per il 27% del fatturato delle cantine, ma non è l’unico motivo per cui dovremmo investirci di più.

    Procediamo per ordine, e dunque partiamo dall’aspetto economico. Un enoturista straniero spende in media circa 155 euro al giorno, contro gli 80 di un suo connazionale disinteressato al vino italiano. Dunque, stiamo parlando di un tipo di turismo altospendente, che permette non solo di esportare il nostro esclusivo Italian taste, ma – se gestito in modo ottimale – anche di far conoscere aziende vitivinicole minori, che altrimenti avrebbero scarsa visibilità. L’enoturismo non ha subito un rallentamento neppure durante il 2020, anche se per via delle restrizioni si è trattato per lo più di turismo di prossimità, fatto di wine loversitaliani.

    Forse leggendo il paragrafo precedente, ti sarai chiestə che cosa intendiamo per “gestione ottimale” dell’enoturismo. Ebbene, un altro fenomeno legato alla pandemia è stato lo svuotamento delle città a favore dei piccoli centri, dei borghi e persino delle campagne. Quale opportunità migliore, quindi, per organizzare dei percorsi enogastronomici che attraversino l’Italia, dalle colline del Chianti al Sumarello nostrano? Per il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, tutto ciò porterebbe essere possibile creando degli itinerari strategici lungo tutta la Penisola, riqualificando i caratteristici casali italiani, attualmente abbandonati nelle aree rurali, incrementando la segnaletica e potenziando le strutture ricettive.

    In sintesi, l’enoturismo ha valore sia sul piano economico che su quello socio-culturale, proprio per questo la sua gestione non può essere affidata ai singoli produttori. Si tratta piuttosto di un processo collettivo, che unisce con un filo rosso – ma anche bianco, spumeggiante e rosato! – tutte le aziende vitivinicole presenti sul territorio. Per questo, siamo lieti di aver preso parte all’iniziativa di Cantina La Marchesa, e ci auguriamo che sia solo l’inizio di un lungo percorso.

     

    Fonti: Gambero Rosso “Enoturismo e “terapia del paesaggio” come risposta alla crisi” | Wine News “L’enoturismo in Italia vale 2,65 miliardi di euro e incide per il 27% del fatturato delle cantine”; “Il Governo Draghi punta sul turismo del vino per far ripartire l’Italia: “ora un piano strategico”

  • Primitivo Rosato ed è subito Puglia!

    Primitivo Rosato ed è subito Puglia!

    Il 2020 è stato un anno molto controverso, sia per la nostra cantina che per il mondo del vino in generale. Tuttavia, abbiamo cercato di interpretare la parola “crisi” nel suo significato originale, ovvero “scelta, decisione”. Così, tra i vari cambiamenti apportati, c’è stato il lancio di una bottiglia che sentiamo particolarmente nelle nostre corde, poiché rappresentativa della nostra amata terra: Primitivo Rosato Òtre.

    Primitivo Rosato è ottenuto da uve a bacca nera di Primitivo 100% pugliese, vinificate in rosato. Le uve subiscono una macerazione per 24 ore a 7°C, seguita da una pressatura soffice delle bucce e dalla decantazione del mosto a freddo. La fermentazione, infine, è lenta e costante ed è condotta a una temperatura di 16-18°C.

    Al termine di tutte le fasi di produzione, si ottiene un vino che al naso presenta complessa frutta rossa matura e fresca (ciliegia e amarena), con note agrumate e floreali. Mentre al palato è fresco, minerale e sapido, supportato da una buona acidità. Il finale morbido, poi, lo rende perfetto in abbinamento a carpacci di salmone e carni bianche. 

    Primitivo Rosato ha ottenuto la Medaglia Argento durante il Premio Vinum 2021.

     

    Primitivo e vino rosato: un binomio vincente.

    Sempre più wine lovers optano per un fresco calice di rosato per accompagnare aperitivi post-lavoro, romantici tramonti e brunch all’aperto. Il suo consumo, infatti, è cresciuto in modo esponenziale negli anni, tanto da sfatare il mito che lo vorrebbe esclusivamente giovane e femminile. Al contrario, l’IWSR (International Wine & Spirits Research) definisce il rosato un vino gender-free, che per Millennials e novelli bevitori sa di stile di vita spensierato, positive vibes estive e lusso accessibile. Non a caso, Tannico ha parlato della bella stagione appena trascorsa come dell’”estate dei rosati”, e non saremo di certo noi a contraddire Marco Magnocavallo!

    Sapevi che la Puglia vanta una tradizione di vini rosati molto antichi? Secondo l’AIVV (Associazione Italiana della Vite e del Vino), già nella Magna Grecia era praticata la vinificazione “a lacrima”, che consiste in una delicata pigiatura dell’uva a bacca nera. L’uva viene posta all’interno di sacchi affinché “lacrimi”: in questo modo, i vignaioli possono raccogliere il mosto evitando di contaminarlo con le bucce. Tornando a noi, sempre da Tannico, leader europeo del vino digitale, giunge la notizia che tra le etichette di rosato più vendute sulla piattaforma, quelle pugliesi sono seconde solo alle colleghe provenzali.

    Dell’esplosione del trend del Primitivo pugliese, invece, ne abbiamo già parlato nell’articolo sul nostro Primitivo Black. Se non l’hai già letto, ti consigliamo di recuperarlo – lo so, siamo di parte, ma forse potrebbe interessarti la storia della parentela tra questo favoloso vitigno e lo Zinfandel californiano!

     

    Non solo Primitivo Rosato.

    Se Primitivo Rosato è l’ultimo arrivato a casa Teanum, Rosato Nero di Troia Favùgnë fa parte di quella gamma di etichette storiche della cantina. Si tratta di un vino rosato di un luminoso color rosa antico, con ampio bouquet di profumi freschi e agrumati, intenso, fresco, morbido e sapido. Lo scorso anno, Rosato Nero di Troia Favùgnë ha ottenuto 2 Bicchieri Gambero Rosso all’interno della Guida Vini d’Italia 2021.

    E tu fai parte del “pink team”? Faccelo sapere nei commenti!

     

    Fonti: IWSR “Lessons from rosé: What spirits brands can learn from rosé’s success” | AIVV “I vitigni dei vini Rosati di Puglia” | Pugliain.net “Vini rosati: cresce il trend di vendite ma in Italia c’è ancora tanto da fare” | Tannico “L’Italia in rosé

  • Primitivo Black Teanum e Zinfandel: lo stesso DNA.

    Primitivo Black Teanum e Zinfandel: lo stesso DNA.

    Nel 2019 abbiamo lanciato per la prima volta Primitivo Black Puglia IGP, una riserva di Primitivo pugliese, inserita nella pregiata linea Tiati. Il nome della linea si ispira al grande centro fondato nel I millennio a.C. dai Dauni, sul quale sarebbero sorte Teanum Apulum, prima, e successivamente San Paolo di Civitate.

    Proprio come tutti i vini inseriti nella linea Tiati, Primitivo Black ha un carattere deciso, ideale per festeggiare occasioni importanti, festività e momenti indimenticabili.

    Le uve di questo vitigno autoctono vengono raccolte manualmente, quindi subiscono le fasi di maturazione e affinamento: in rovere francese da 300 litri per 8 mesi, in botti da 50 ettolitri per 4 mesi, e infine in bottiglia per 6 mesi. Al termine del processo di produzione, il vino che si ottiene è color rosso luminoso, con note fruttate, balsamiche e speziate. Fresco, pieno e morbido al palato, presenta inoltre un elegante bilanciamento tra dolcezza e tannino.

    Nel 2020, Primitivo Black ha vinto The WineHunter Award Rosso.

     

    Che cos’hanno in comune Primitivo e Zinfandel?

    Forse avrai già sentito parlare del legame di sangue che unisce questi due vitigni tanto rinomati, in caso contrario facciamo un breve ripasso!

    Primitivo e Zinfandel condividono quasi lo stesso DNA, tanto che per anni studiosi e appassionati hanno tentato di risalire all’origine di questa strana coincidenza. Infatti, sebbene separati dall’intero oceano Atlantico, i due vini presentano stesse proprietà organolettiche, nonché pregi e difetti simili. Per questo, si è ipotizzato che uno dei due vitigni fosse stato esportato nell’altro continente, dando vita al suo gemello. È proprio così che negli anni ’80 ebbe inizio la disputa tra Puglia e California, entrambe determinate a dimostrare che il proprio vitigno fosse quello originale.

    Tuttavia, come nelle migliori favole, tra i due litiganti i terzi godono: studi più recenti, infatti, hanno appurato che entrambi i vitigni siano stati importati. A confermarlo è anche Antonio Calò, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino (AIVV), secondo il quale proverrebbero da due terre diverse ma affini, “il Primitivo dai Balcani, lo Zinfandel dalla Dalmazia”.

    Questa spiegazione basterà a placare gli animi dei wine lovers avversari? Difficile a dirsi. Una cosa però è certa: la scoperta della stretta parentela con lo Zinfandel, avvenuta all’inizio degli anni ’90, ha permesso al nostro Primitivo di vivere una nuova primavera. Devi sapere che prima di allora questo favoloso vitigno era utilizzato per lo più per produrre vini da taglio. Perciò, “tenk iu veri mach, diar cousin” da tutto lo staff Teanum!

     

    Non solo Primitivo Black.

    Primitivo Black non è l’unica etichetta di Primitivo a marchio Teanum, e nemmeno la più recente! Infatti, nel 2020 abbiamo lanciato Primitivo Rosato Òtre, che quest’anno si è aggiudicata la Medaglia Argento durante Premio Vinum 2021.

    Sempre della stessa linea fa parte la nostra storica etichetta Primitivo Òtre. Rispetto al Primitivo Black, ha un palato più fruttato, caratterizzato da eleganti profumi di frutta matura, confettura di prugna e fichi. È ideale con piatti di carne, come arrosti alla brace.

    Nero di Troia – Primitivo VENTO: un blend esplosivo composto da due vitigni autoctoni, il primo dei quali è probabilmente il più rappresentativo della nostra area geografica. Le percentuali d’uva (rispettivamente 70% e 30%) e la prolungata macerazione (15 giorni in acciaio inox) esaltano la complessità dei profumi e degli aromi varietali di questo vino.

    Infine, da poco la nostra famiglia ha accolto anche Primitivo Favùgnë, e tu l’hai già provato?

     

    Fonti: Corriere della Sera “Primitivo e Zinfandel, la sfida finisce pari

  • The WineHunter Award: i vini pugliesi Teanum premiati con oro e rosso.

    The WineHunter Award: i vini pugliesi Teanum premiati con oro e rosso.

    Sono tre le eccellenze della nostra cantina ad aggiudicarsi le tanto ambite medaglie firmate The WineHunter Award: nell’edizione 2020 Primitivo Black Puglia IGP, nell’edizione 2021 Passito Puglia IGP e 2015 Gold Vintage Riserva San Severo DOP. Due Premi Rossi e un Oro che danno lustro alla Puglia, in particolare alla parte più settentrionale della regione (la zona di Foggia e San Severo), storicamente votata alla produzione vitivinicola. Ma andiamo a conoscere meglio i vincitori!

     

    Primitivo Black Puglia IGP: Award Rosso 2020.

    Il primo vino di cui ti parliamo è il nostro Primitivo Black, vincitore del Premio Rosso durante l’edizione 2020 del The WineHunter Award. Si tratta di una riserva di Primitivo pugliese prodotta da uve biologiche, lanciata per la prima volta sul mercato nel 2019, che ha conquistato le esigenti commissioni di degustazione di Merano con il suo palato fresco, pieno e morbido. Un riconoscimento, l’Award Rosso (90-92.99 punti su 100), che ci rende fieri del nostro territorio e rafforza il trend che vede il Primitivo Made in Puglia sempre più apprezzato dai wine lovers del Bel Paese. Pensa che nell’anno della pandemia da covid-19, il Primitivo ha registrato un record storico delle vendite pari al +23,5%, posizionandosi al primo posto tra i prodotti più venduti nelle GDO italiane.

    Scarica la scheda tecnica di Primitivo Black Puglia IGP.

     

    Fonte: ANSA “Vino: Coldiretti Puglia, record vendita Primitivo e Negroamaro

     

    Passito Puglia IGP: Award Gold 2021.

    Probabilmente, pensando al vino passito ti verranno in mente i celebri vini dolci di Pantelleria, la Malvasia Passita o la Toscana col suo Vin Santo. Infatti, se è vero che ogni regione d’Italia ha il suo passito, è anche vero che per anni alcuni prodotti si sono distinti nel panorama nazionale e internazionale, acquisendo prestigio e notorietà sempre maggiori. Proprio per questo motivo, non potremmo essere più orgogliosi del Premio Oro targato The WineHunter Award 2021 assegnato a Passito Puglia IGP Teanum, un risultato che valorizza non solo la nostra cantina ma tutta la Puglia, e in particolare la Capitanata. Infatti, Passito Puglia IGP è stato il solo vino dolce pugliese a ricevere l’Award Gold (93-95.99 punti su 100), rendendo Teanum l’unica cantina ad aggiudicarsi una medaglia dorata in tutta la provincia di Foggia!

    Scarica la scheda tecnica di Passito Puglia IGP.

     

    2015 Gold Vintage Riserva San Severo DOP: Award Rosso 2021.

    Tra i criteri di valutazione che le commissioni di degustazione del The WineHunter Award adottano per giudicare i vini, figurano: materia prima, tradizione e territorialità. Ebbene, devi sapere che il nostro Gold Vintage, vincitore del Premio Rosso 2021, è l’unica riserva di San Severo DOP attualmente in commercio. L’annata 2015 si distingue per il suo colore rosso rubino intenso e per il naso che esprime territorialità con note balsamiche, fruttate e speziate, in contrasto col palato strutturato, intenso e robusto. Saranno state queste caratteristiche a farle ottenere un punteggio tra 90 e 92.99? Noi ti consigliamo di degustarlo, per farti un’opinione!

    Scarica la scheda tecnica di 2015 Gold Vintage Riserva San Severo DOP.

  • The WineHunter Gold Award 2021: Passito Teanum è l’unico oro in tutta la provincia di Foggia.

    The WineHunter Gold Award 2021: Passito Teanum è l’unico oro in tutta la provincia di Foggia.

    Si è da poco conclusa l’assegnazione dei premi The WineHunter Award relativi al 30° Merano WineFestival, il celebre evento fondato da Helmuth Köcher nel 1992. Le commissioni di degustazione si sono espresse a favore del nostro Passito Puglia IGP, conferendogli il premio più importante, l’Award Gold! Un risultato gratificante ancor più perché legato ad altri due primati: Passito Puglia IGP è stato l’unico vino passito pugliese a raggiungere un punteggio tra 93 e 95.99 su 100, rendendo Teanum l’unica cantina detentrice del Premio Oro in tutta la provincia di Foggia.

    Il nostro Passito è ottenuto da uve 100% Falanghina Puglia IGP, che vengono raccolte manualmente, subiscono una soffice spremitura e vengono lasciate fermentare in contenitori di acciaio a temperatura controllata di 18°C. Passito Puglia IGP è caratterizzato da un colore dorato brillante, che al naso libera aromi di miele d’acacia, albicocche e marmellata di agrumi. Inoltre, è perfetto per accompagnare formaggi stagionati, frutta, dessert… e non solo!

    Scarica la scheda tecnica di Passito Puglia IGP.

     

    2015 Gold Vintage: l’unica riserva San Severo DOP in commercio vince il Rosso.

    A un anno di distanza da Primitivo Black Puglia IGP, anche 2015 Gold Vintage Riserva San Severo DOP è stato insignito dell’Award Rosso, un premio prestigioso assegnato ai vini che ottengono tra 90 e 92.99 punti su 100.

    Ci piace pensare che questo riconoscimento sia non solo un grande traguardo per la nostra cantina, ma per tutta la Capitanata, in quanto ad oggi Gold Vintage è l’unica riserva di San Severo DOP in commercio. Pensa che nel 1968 San Severo è stata la prima città pugliese a ottenere la denominazione DOP, seguita nel 1969 da Martina Franca e Locorotondo. Il disciplinare di produzione prevede che i vitigni siano localizzati all’interno di un’area circoscritta nel nord della Puglia, che corrisponde all’incirca alla provincia di Foggia. Nel nostro caso, le uve sono 100% Montepulciano e la raccolta avviene manualmente in cassette da 20kg.

    Prima di trasformarsi nel vino vincitore del Premio Rosso, le uve Montepulciano subiscono una maturazione in barrique di legno americano e francese di primo uso per 24 mesi, 12 mesi in botte e 3 mesi in contenitori di acciaio, e un affinamento in bottiglie per 24 mesi. Quindi, dopo un periodo di invecchiamento di 18 mesi, si ottiene finalmente Gold Vintage Riserva San Severo DOP! Sul nostro sito, oltre all’annata 2015 è disponibile anche l’annata 2017.

    Scarica la scheda tecnica di 2015 Gold Vintage Riserva San Severo DOP.

     

    The WineHunter Award: che cos’è?

    The WineHunter Award è “il premio di eccellenza ed alta qualità assegnato annualmente a prodotti vitivinicoli e culinari, ai distillati ed alle birre”.

    Le otto commissioni di assaggio, guidate da The WineHunter Helmuth Köcher giudicano i prodotti meritevoli di ottenere uno dei tre premi (Rosso, Oro e Platinum, in ordine di importanza), ovvero quelli in grado di totalizzare un punteggio che va da minimo di 90 punti a un massimo di 100. Gli undici criteri di valutazione sono:

    • Intensità
    • Complessità
    • Eleganza
    • Straordinaria personalità
    • Materia prima
    • Tradizione
    • Sostenibilità
    • Professionalità
    • Produzione artigianale
    • Vitigni autoctoni
    • Territorialità

    Ottenere il diploma The WineHunter Award è quindi sinonimo di eccellenza. Non a caso il loro mantra è excellence is an attitude!

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