Enoturismo in Puglia: dagli USA a Foggia.
Pubblicato il 6 Mag, 2022
Categoria: Senza categoria
Enoturismo in Puglia: dagli USA a Foggia.
Pubblicato il 6 Mag, 2022
Categoria: Senza categoria

Quando il team di Cantina La Marchesa ci ha proposto di prendere parte a un wine tour con un gruppo di quaranta americani, ci è subito sembrata una bellissima iniziativa. L’idea di fondo era semplicissima: far conoscere le eccellenze enologiche del nord della Puglia, da San Severo (Teanum e Pisan-Battèl) a Lucera(Cantina La Marchesa). Quest’area, incorniciata dai laghi di Lesina e Varano, dal promontorio del Gargano e dal Tavoliere delle Puglie, è un unicum paesaggistico davvero suggestivo – chi c’è stato in vacanza o chi ci vive sa di che cosa stiamo parlando. In termini di enoturismo, poi, San Severo è stata la prima città pugliese a ottenere la denominazione DOP. Non male come incipit per un wine tour, no?

Noi per l’occasione abbiamo studiato un percorso di degustazione composto da tre bottiglie: 2015 Gold Vintage San Severo Riserva DOPPrimitivo Black Puglia IGP e Passito Puglia IGP. Il primo è senza dubbio il vino-icona della cantina, e forse il prodotto più calato nel concept del tour, in quanto si tratta dell’unica riserva San Severo DOP attualmente in commercio. Anche Primitivo Black, con le sue uve 100% Primitivo pugliese, non potrebbe essere più autoctono e in linea con le tendenze enologiche. Infine, abbiamo pensato di chiudere con un dolce vino passito, color oro come il premio vinto durante la trentesima edizione di The WineHunter Award.

Al termine della degustazione, i feedback positivi rilasciati dai visitatori sono stati confermati dalle vendite – in particolare di Primitivo Black, che ha colpito per la morbidezza del palato e le note balsamiche. Pensa che in media ogni partecipante ha acquistato circa 2,5 bottiglie, in poco più di un’ora!

Enoturismo in Italia: numeri e opportunità.

Numeri alla mano, l’enoturismo in Italia vale 2,65 miliardi di euro e incide per il 27% del fatturato delle cantine, ma non è l’unico motivo per cui dovremmo investirci di più.

Procediamo per ordine, e dunque partiamo dall’aspetto economico. Un enoturista straniero spende in media circa 155 euro al giorno, contro gli 80 di un suo connazionale disinteressato al vino italiano. Dunque, stiamo parlando di un tipo di turismo altospendente, che permette non solo di esportare il nostro esclusivo Italian taste, ma – se gestito in modo ottimale – anche di far conoscere aziende vitivinicole minori, che altrimenti avrebbero scarsa visibilità. L’enoturismo non ha subito un rallentamento neppure durante il 2020, anche se per via delle restrizioni si è trattato per lo più di turismo di prossimità, fatto di wine loversitaliani.

Forse leggendo il paragrafo precedente, ti sarai chiestə che cosa intendiamo per “gestione ottimale” dell’enoturismo. Ebbene, un altro fenomeno legato alla pandemia è stato lo svuotamento delle città a favore dei piccoli centri, dei borghi e persino delle campagne. Quale opportunità migliore, quindi, per organizzare dei percorsi enogastronomici che attraversino l’Italia, dalle colline del Chianti al Sumarello nostrano? Per il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, tutto ciò porterebbe essere possibile creando degli itinerari strategici lungo tutta la Penisola, riqualificando i caratteristici casali italiani, attualmente abbandonati nelle aree rurali, incrementando la segnaletica e potenziando le strutture ricettive.

In sintesi, l’enoturismo ha valore sia sul piano economico che su quello socio-culturale, proprio per questo la sua gestione non può essere affidata ai singoli produttori. Si tratta piuttosto di un processo collettivo, che unisce con un filo rosso – ma anche bianco, spumeggiante e rosato! – tutte le aziende vitivinicole presenti sul territorio. Per questo, siamo lieti di aver preso parte all’iniziativa di Cantina La Marchesa, e ci auguriamo che sia solo l’inizio di un lungo percorso.

Fonti: Gambero Rosso “Enoturismo e “terapia del paesaggio” come risposta alla crisi” | Wine News “L’enoturismo in Italia vale 2,65 miliardi di euro e incide per il 27% del fatturato delle cantine”; “Il Governo Draghi punta sul turismo del vino per far ripartire l’Italia: “ora un piano strategico”